Lipidomica – Analisi della membrana cellulare

Analizzare la membrana cellulare

Dedico questo post a tutti coloro che hanno partecipato nel corso degli anni ai vari eventi formativi Phytoitalia ma soprattutto a te che avresti voluto partecipare ma che non hai potuto per diverse ragioni. Ho il privilegio di collaborare con  un’azienda che è da sempre in prima linea per quanto riguarda  le novità, la ricerca scientifica e la sperimentazione. Già 10 anni fa parlavo di Leaky Gut Sindrome quando ancora nessun’altra azienda aveva nemmeno introdotto l’argomento, così come per quanto riguarda la definizione di Lipidomica. Spesso mi sono sentita dire che era un un argomento sconosciuto, infatti molte aziende hanno iniziato a parlarne solo di recente ma se hai partecipato ai corsi Phytoitalia sai già di cosa si tratta da diversi anni.

Oggi ho pensato di ripassare questo argomento.

COS’È  LA LIPIDOMICA?

Si tratta di un Test che analizza i grassi che compongono le membrane cellulari e il loro metabolismo.

PERCHÉ  PUÒ  ESSERTI UTILE?

Conoscere lo stato e la composizione delle membrane cellulari ti permetterà di scoprire più  facilmente per esempio la presenza di uno stato infiammatorio, oppure nel caso ti occupi di nutrizione, la lipidomica ti aiuterà nella scelta di un piano alimentare su misura e più  adatto al tuo paziente.

Oltre a questo, il test si è  dimostrato uno strumento diagnostico affidabile e un modo per fare un’efficace prevenzione. Ci fornisce dei dati molto accurati esaminando il quantitativo di acidi grassi trans, saturi, insaturi e polinsaturi presenti nella membrana dei globuli rossi, negli eritrociti, evidenziandone un possibile sbilanciamento.

Inoltre consentirà di conoscere se ci sono in corso delle trasformazioni importanti o un’eccessiva presenza di radicali liberi.

Il test di Lipidomica può dare un validissimo aiuto per l’inquadramento di molti casi fisiologici: alimentazione squilibrata, attività sportiva, patologie cardiovascolari, allergiche, immunitarie e infiammatorie.

È molto utile anche nei casi di difficoltà a dimagrire nonostante un’alimentazione corretta. Questo può  accadere forse a causa di uno stato infiammatorio di basso grado: hai già sentito parlare di Low Grade Systemic Inflammation? Forse sì.

Da anni ai nostri corsi viene evidenziata la correlazione tra stato infiammatorio e iperglicemia: sono due vie parallele e si influenzano a vicenda.

Infatti lo stato infiammatorio promuove il mantenimento della massa grassa agendo sotto diversi aspetti tra cui anche sulla sensibilità all’insulina. Interessante vero?

Quanto sarebbe d’aiuto sapere se il tuo paziente, proprio quello che non riesci a rimettere in forma e le hai provate tutte, ha invece una forma infiammatoria silente, di basso grado, che non gli permette di controllare i livelli insulinici e per questo non va giù di peso!? Sarebbe fantastico vero?

Il grande potenziale di questo test è proprio racchiuso in tutti questi fattori, agendo in prevenzione ma anche individuando in modo preciso eventuali squilibri nutrizionali, lavorando così su diversi aspetti che migliorano sicuramente il benessere e la qualità della vita.

COME SI ESEGUE?
Contattando la nostra filiale PhytoItalia di Fano sarà  possibile organizzare e prenotare un prelievo di sangue presso il laboratorio più vicino.

RIPASSIAMO QUALCHE CONCETTO IMPORTANTE :

Prendiamo in considerazione gli acidi grassi → omega 6; omega 3;

Quanto se ne parla vero?

Ma spesso si trascura il fatto che esistono delle situazioni che limitano le trasformazioni  di questi nutrienti essenziali (LA) (ALA) in acidi grassi detti “semi essenziali”  (GLA) ( DGLA) (AA) per quanto riguarda  gli omega 6 e in EPA e DHA per quanto riguarda gli  omega 3

Un fattore limitante può essere costituito dall’ insufficienza enzimatica del Delta 6 Desaturasi.

È  dimostrato  che solo il 30% degli Italiani ha una corretta produzione di questo enzima e questo significa che il restante 70% della popolazione ha la predisposizione a sviluppare malattie infiammatorie. I fattori che portano all’inibizione dell’attività  di questo enzima sono molto diffusi: ipercolesterolemia, candidosi, tabagismo, disturbi legati al mal funzionamento  della tiroide, ma anche lo stress.

Ora immaginiamo se ad un individuo nella sua dieta  viene consigliato un bel dosaggio di semi oleaginosi… succede spesso, ma se questo enzima nell’organismo è inibito allora sarà  davvero probabile che verrà stimolata la produzione di prostaglandine di tipo 2 pro-infiammatorie anziché  la produzione di prostaglandine di tipo 1 anti-infiammatorie.

Il test di lipidomica ci dirà esattamente se questo enzima è attivo nel nostro organismo e in caso contrario verranno dati dei suggerimenti per porvi rimedio.

Alcuni professionisti consigliano la dieta a Zona e forse la consigli anche tu: nasce in America per correggere un’alimentazione troppo carica di acidi grassi Trans (carni rosse e latticini) e spesso si associano a questa dieta quantità eccessive di EPA e DHA trascurando il fatto che questo può portare l’organismo a smettere di produrre l’enzima Delta 6 desaturasi per la ragione che ne vede già in grandi quantità di questi acidi di fine catena. Protraendo questa terapia, nel tempo si creerà  un forte squilibrio.

Il nostro obiettivo però è quello di mantenere lo stato di OMEOSTASI in maniera naturale evitando ogni volta che è possibile di vicariare una funzione del nostro corpo.

Mi fermo qui con questa considerazione. Probabilmente a breve organizzerò un corso di formazione per ampliare l’argomento e per comprendere ancora di più cosa possiamo ottenere da questo test di lipidomica.

Se hai domande, dubbi o desideri approfondire l’argomento non esitare a contattarmi

A presto,

Daniela.

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